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IL KERYGMA DI OGGI
XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO |
| Scendere. Si tratta dell'esatto contrario d'ogni nostro impulso. Figuriamoci se, una volta raggiunto qualcosa, un obiettivo, un risultato, o quello che sia, abbiamo voglia di scendere. Di lasciar perdere. Assolutamente improponibile. E invece si tratta proprio di scendere, di lasciare la posizione conseguita e lasciarsi guidare da un Altro. Lasciare che sia un Altro a condurre le fila della nostra vita. Semplicemente perchè non è Zaccheo che cerca di vedere Cristo. è Lui che -da sempre- s'è posto in cammino alla ricerca di chi era perduto. Di Zaccheo appunto. Scendere dai progetti, dalle proprie idee e lasciare entrare il Signore. Proprio di questi tempi nei quali guai anche solo a pensare di avere idee balorde: tutti i convincimenti hanno egual diritto perbacco. Ma con il Signore no. E' proprio l'esatto contrario, anche in tema di salvezza o santificazione personale. E' inutile tenatre d'arrampicarsi, di staccarsi dalla massa: fatica sprecata. Perchè bisogna scendere: Gesù è ai nostri saliti troppo in alto. La nostra perfetta e vera gioia scaturisce dall'ascolto della Sua voce piena di misericordia che ci riporta giù, nella realtà e nel totale abbandono di figli tra le braccia del Padre. La Sua chiamata libera il cuore sino a restituire tutto quello che avevamo rubato e frodato: l'amore ai fratelli. La carità è il frutto più dolce della gioia di chi è amato gratuitamente dal Signore. Buona domenica |
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IL KERYGMA DI OGGI
Lc 14,1.7-11 |
| C'è chi corre per ratificare la Costituzione Europea fresca di firma in calce di tutti i capi politici. E c'è chi corre al primo posto del tavoklo della vita. Ah io no.... Io sempre in disparte....Appunto. C'è un modo particolare e del tutto personale di mettersi al primo posto. E' quello che ciascuno di noi, per carattere, vicende della vita e quant'altro, escogita per sé stesso. Per essere primo, per trapassare il cuore dell'altro ed essere amato, ricordato, considerato. Anche le pseudo-umiltà grasse d'orgoglio ne sono chiari esempi. L'ultimo posto sorge da una semplice consapevolezza. Guardarsi le mani, abbassarsi sul proprio cuore, rivedere i pensieri e riconoscersi senza alcun merito. Senza alcun diritto. Per nulla. Nei confronti di nessuno. Santa umiltà, santa verità. Seduti al proprio posto, quello che ci spetta, l'ultimo, perchè peccatori, perchè siamo quello che siamo... Lì, al nostro posto ci raggiunge, gratuito e del tutto inaspettato, l'amore di Dio, la Sua misericordia, come fu per Matteo, per farci sedere al Suo fianco, coeredi del Regno. Sollevati dall'immondizia e fatti sedere tra i principi. Questo il destino degli umili, di quelli che vivono nella verità, la propria povera realtà. |
| TELEGRAFANDO |
| Un commosso e orgoglioso Presidente Ciampi dice oggi in un'intervista: "Sanate le ferite della Guerra. Ora avanti con i valori comuni". Infatti. Basta con le divisioni tra nazisti e mondo dei buoni. L'eugenetica ha finalmente sanato ogni ferita. Avanti dunque con i valori condivisi, l'eugenetica dei corpi, delle anime e dei pensieri. E tutte le altre aberrazioni in cerca d'abilitazione e legalizzazione, sotto il caldo ombrello delle banche, templi massonici del valore davvero condiviso. Storico giorno oggi a Roma, non c'è che dire. (a.i) |
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I SEGNI DEI TEMPI NOTIZIE DEL GIORNO
L'EUROPA HA UNA COSTITUZIONE. SENZA DIO. LA SUA BANDIERA POSSA PROTEGGERLA COME UN MANTO DI MISERICORDIA. L'IMMACOLATA LA CONDUCA SULLE VIE DELLA VERITA'. |
| Anche se ben pochi lo sanno, la bandiera che sventola su tutti gli edifici pubblici dell' Unione è l' invenzione di un pittore che si ispirò alla sua fervente devozione mariana" |
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| IL PAPA AL NUOVO AMBASCIATORE DELL'IRAN: Permettere ai fedeli della Chiesa cattolica la libertà di professare la loro religione |
| L'ECO DEL MONDO ALLE PAROLE DEL PAPA 2: Europa sorda al problema dei cristiani perseguitati in Asia |
| I SEGNI DI OGGI LE NOTIZIE |
| Giovanni Paolo II all'Assemblea Plenaria e al Congresso mondiale promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace: |
| Questa è l'ora della carità sociale e politica |
| Nascita di una Costituzione |
| CHIESA |
| MONDO - SOCIETA' |
| Il boom cinese è figlio degli orrori |
| TAZ&BAO |
| Diario di un cristiano di campagna di Antonio Socci Le polemiche su Buttiglione, le ansie di un principe del Vaticano, le chiacchierate con il cardinale Ratzinger. Infine la scoperta di una nuova figura: il laico liberale. Cronaca di cinque giorni qualunque di un cattolico impegnato. MERCOLEDÌ 13 OTTOBRE Entro nella libreria Feltrinelli di Roma, in alto c'è una scritta di Groucho Marx: «La televisione ha dato un grande contributo alla mia elevazione culturale. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado di là e leggo un libro». Tele-visioni. Alle Settimane sociali di Bologna la parte «prodiana» del mondo cattolico si è scagliata contro il mondo catodico. Cioè contro Silvio Berlusconi. Dopo aver «bombardato» George W. Bush. Il diavolo, per loro, sta lì. Mistero buffo: tutti discutono di «questione cattolica» in Europa per il caso Buttiglione, il Corriere della sera pubblica il fondo di Ernesto Galli della Loggia che denuncia «l'ideologia del politicamente corretto» in base alla quale «d'ora in poi chiunque aderisce al Cattolicesimo, e lo manifesta senza reticenze, non è idoneo a ricoprire incarichi ai vertici dell'Unione», ma proprio i cattolici riuniti a convegno a Bologna hanno fatto spallucce a Rocco Buttiglione. Oltretevere non hanno gradito, a quanto pare, la relazione di Francesco Casavola, alquanto lontana dai recenti interventi del cardinale Camillo Ruini e soprattutto dalla realtà. Ceno stasera con un principe della Chiesa, un italiano, colgo la sua preoccupazione per la deriva zapaterista dell'Europa, per quell'«estremismo laico» che secondo il Wall Street Journal ha colpito Buttiglione. Sappiamo che è solo la punta dell'iceberg. Paolo Mieli aveva già parlato di una certa intolleranza anticristiana che circola nell'aria. Ma i cattolici non sembrano accorgersene. Nemmeno il film di Pedro Almodóvar, l'ennesima cannonata anticlericale (ma così esageratamente anticlericale da far insorgere perfino Francesco Merlo), li ha svegliati. È toccato al laico Foglio di Giuliano Ferrara sollevare il problema. Del resto è lo stesso giornale che si è mobilitato per Buttiglione. E in precedenza per la difesa della legge sulla procreazione assistita. Dopo aver provato a convocare i cattolici in vario modo, Ferrara ha lanciato un presagio iettatorio: Addaveni' Zapatero! La gran parte dei cattolici italiani non percepisce rischi minacciosi all'orizzonte. D'altra parte tacciono anche sulle sanguinose persecuzioni che ogni giorno i cristiani subiscono in decine di regimi (ce ne danno notizia quotidiana le agenzie Fides e Asia news). I dati sul martirio dei cristiani pubblicati da David Barrett sull'edizione aggiornata dell'autorevole World Christian Encyclopedia mettono i brividi, ma restano sconosciuti ai più. Non si accetta l'idea che i cristiani siano oggi uno dei gruppi umani più perseguitati del pianeta. GIOVEDÌ 14 OTTOBRE Nicola Tranfaglia sull'Unità aveva firmato un editoriale intitolato «O la Fede o la Costituzione». Era insorto Pierluigi Castagnetti temendo che, con quell'aut aut, basti professarsi cattolici per essere messi fuori dalla Costituzione. Oggi replica Tranfaglia che tranquillizza Castagnetti: può restare cattolico, ma deve pensarla come Tranfaglia su procreazione assistita e parità scolastica. E così pure il Papa. Questa è la sinistra. Ma anche a destra qualcuno ragiona così. Nel frattempo si portano fascine per il rogo dei cosiddetti «teocon», i laici che difendono la Chiesa e i diritti dei cattolici. «I nuovi ideologi della fede» li chiama Miriam Mafai. «I nuovi mistici» per Roberto Cotroneo. Sberleffi e anatemi piovono su Ferrara, Galli della Loggia, Angelo Panebianco, Mieli. E su Marcello Pera. VENERDÌ 15 OTTOBRE Mi telefona Buttiglione. Dice, con giusto senso delle proporzioni, che non si sente certo un martire: in fondo si gioca solo una poltrona, non la testa. Ma sorridendo mi segnala le dichiarazioni di John Kerry su gay e fede cattolica. In effetti il candidato democratico ha detto di pensarla come George Bush: «Il matrimonio è tra un uomo e una donna». E poi ha aggiunto: «Sono cattolico. La fede riguarda tutto ciò che faccio. Penso che tutto ciò che si fa nella vita pubblica debba essere guidato dalla fede». Più estremista di Buttiglione. Se l'avesse detto davanti al Parlamento europeo sarebbe stato preso a calci. Ma oggi scende in campo pure Ezio Mauro. Il direttore della Repubblica tuona su «La destra che sceglie la strada clericale». Confonde il «pelagismo» col «pelagianesimo» e fa appello ai «veri cattolici integrali, quelli per i quali il Cristianesimo è un avvenimento», affinché non si schierino con la «religione atea» di Ferrara e company. A chi parla Mauro? Parla a Comunione e liberazione e dintorni. Che in effetti sono attoniti. L'irrompere di intellettuali liberali che difendono le ragioni dei cattolici, pur rimanendo laici, è un'assoluta novità nella storia italiana, dal 1848, e scompiglia tutti gli schieramenti. La Chiesa stessa è stupita. SABATO 16 OTTOBRE Quattrocento chilometri e arrivo a Belluno. Ho appuntamento col cardinale Joseph Ratzinger: devo presentare, insieme con lui, un suo libro. Nel silenzio delle montagne abbiamo la possibilità di parlare a lungo. Il più stretto collaboratore del Papa ricorda di aver conosciuto la prima volta Ferrara nel 1994, quando era ministro. Dice di «apprezzare molto» i laici che «nella crisi e nei conflitti di questi anni cercano su cosa fondare la libertà e la democrazia». Giacché non è certo il semplice principio di maggioranza che può decidere del bene e del male. Ci sono valori, come la vita umana o i diritti dell'uomo, di cui neanche una maggioranza parlamentare può disporre. Beni e valori che sono antecedenti lo Stato e che lo Stato deve difendere se vuole restare nel cammino della civiltà occidentale. Poi cita Alexis de Tocqueville: «Il dispotismo non ha bisogno di religione, la libertà sì». A Bologna, alle Settimane sociali, i cattolici dossettiani hanno insistito sulla Costituzione come il grande baluardo della democrazia e della libertà. Ma Ratzinger, probabilmente senza neanche saperlo, dice: «La democrazia non è semplicemente garantita dalla Costituzione, dalle regole e dalle strutture politiche. Anzi, queste strutture funzionano solo se sostenute da un fondamento religioso, anche se non necessariamente cattolico». Per esempio gli Stati Uniti. Lì pesano moltissimo, soprattutto nelle presidenze repubblicane, i movimenti cristiani. Fino a ieri parlare di sette protestanti in Vaticano provocava l'orticaria. Ma ora è in corso una svolta storica. Ratzinger infatti ne tratta con benevolenza, ed è una novità: «Le tradizionali chiese protestanti, che si sono secolarizzate, sono ormai in declino, perché la sociologia insegna che più una religione si assimila al mondo più diventa superflua» dice il prelato. «Invece sono in grande espansione i nuovi movimenti cristiani, come gli evangelical, i carismatici, o le chiese libere in Germania, perché, fedeli alla lettera della Scrittura, difendono strenuamente i grandi valori morali, in opposizione alla mentalità mondana». «Fino a ieri» spiega il cardinale «questi gruppi erano nemici accaniti della Chiesa cattolica, ma oggi si sono accorti che solo la Chiesa difende i valori morali e così si stanno avvicinando a Roma, con una certa simpatia. Li chiamano fondamentalisti, ma non sempre lo sono. Noi accettiamo con gioia questo loro avvicinamento e ci impegniamo con amore perché tutti si trovino a casa». DOMENICA 17 Giorni fa Ferrara ha spiegato a Fausto Bertinotti di non aver abbracciato una posizione reazionaria, ma veramente liberale, di common sense. Con argomenti di pura ragione. Vero. Ma qualche decennio fa un grande (e grosso) scrittore e giornalista inglese, Gilbert K. Chesterton, si convertì al Cattolicesimo e in uno dei suoi libri scrisse a proposito del common sense: «Il Cristianesimo dichiara che la realtà c'è realmente. E in questo va d'accordo col senso comune. Ma tutta la storia religiosa dimostra che il senso comune è destinato a perire ove non sia il Cristianesimo a preservarlo». Il nulla divora la vita quotidiana e le civiltà. Venerdì sera Ferrara ha posto a Fausto Bertinotti questa domanda: «Ma lei crede?». Bertinotti è rimasto pensoso. (Ma dove sono i cristiani?). |