I SEGNI DEI TEMPI

Esortiamo pure voi, figli carissimi, a cercare quei "segni dei tempi" che sembrano precedere un nuovo Avvento di Cristo fra noi. Maria la portatrice di Cristo, ci può essere maestra, anzi Ella stessa l'atteso prodigio (Paolo VI, all'Angelus del 5 dicembre 1976)

Chi sono

Utente: nanto
Mi chiamo Antonello Iapicca, sono un presbitero italiano missionario in Giappone, a Takamatsu, da molti anni. Ora mi trovo in una zona di 200.000 abitanti dove non vi è presenza cattolica, annunciando il Vangelo insieme a due famiglie missionarie, una italiana e una spagnola.

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lunedì, 31 ottobre 2005

 
     
Medjugorje
Messaggio del 25 Ottobre 2005

Figlioli, credete, pregate e amate e Dio vi sarà vicino. Vi donerà tutte le grazie che da Lui cercate. Io sono per voi dono, poichè Dio mi permette di essere con voi di giorno in giorno e amare ognuno di voi con amore infinito. Perciò, figlioli, nella preghiera e nell’umiltà aprite i vostri cuori e siate testimoni della mia presenza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
 
 
 
 
In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”.

 IL COMMENTO AL VANGELO
 
Libertà. Le parole del Signore oggi ci parlano della libertà. Quella vera, dei figli di Dio. La libertà di coloro che hanno la loro patria nei Cieli, e vivono da cittadini del Cielo. Ogni rapporto. Anche il più intimo,  amici, parenti, fratelli, ricchi vicini. I figli di Dio non conoscono più nessuno secondo la carne. Liberi da tutti e da tutto sono tutto a tutti. Liberati dal sangue di Cristo vivono donati ad ogni uomo. Gratuitamente. Ogni istante, tutto nella loro vita è Grazia. Pura Grazia. E se tutto è Grazia non v'è più nessuna esigenza, i giudizi sono estirpati. Nulla pretende colui che riconosce che  senza il Signore non può far nulla. Che nessun altro, fosse anche la madre, o il padre o la moglie, o il marito, o i figli, o il fidanzato, o l'amico del cuore, nessuno può far nulla se il Signore non ispira il volere e l'operare. E che tutto ciò che riceviamo è un dono di Dio attraverso il prossimo che ci è vicino. Il banchetto è segno della comunione, di ogni rapporto accolto nella propria intimità. Il Vangelo di oggi ci illumina sui nostri rapporti, sulle catene che ci legano alle persone, spesso invisibili, ma che si palesano ad ogni mancato contraccambio. Non v'è gratuità. Anche nelle cose che sembrano fatte con più amore. Il broncio che s'affaccia dopo una delusione ci svela la verità del nostro cuore. I poveri, i ciechi, gli zoppi, gli storpi sono i nostri vicini, specchio fedele della nostra stessa realtà. Siamo tutti mendicanti, poveri, incapaci di tutto. Abbiamo bisogno del Signore, respiro dopo respiro. Senza di Lui è tutto vapore, pensieri, parole, azioni che sgorgano dalla carne, e nei suoi limiti angusti restano confinati. Non guardano al Cielo perchè dal Cielo non provengono. E quello che è carne e sangue non può ereditare il Regno. Quello che nasce dalla carne è e rimane carne, quello che viene dallo Spirito è Spirito, ne senti la voce, ne vedi le opere che profumano di vita eterna, ma, come il vento, non si possono accaparrare, bloccare, comprare. I figli di Dio sono rinati nello Spirito. Come il loro Signore risorto non possono essere trattenuti, vanno diritti verso il Cielo. La vita dei figli di Dio è un banchetto di poveri imbandito per i poveri. E' la vera ed unica beatitudine di chi è colmo dell'amore di Dio, che vive ed esiste e pensa, e parla, e fa tutto in Cristo, con Lui e per Lui. Il figlio di Dio è un povero ricco di Cristo, e ama dell'amore stesso di Lui. Gratuitamente ha ricevuto, gratuitamente riceve. I figli, i parenti, gli amici, ed ogni uomo son poveri e mendicanti come Lui ed entrano nel banchetto della sua intimità per mangiare lo stesso pane, il Corpo benedetto e celeste del loro unico Signore. Non possono ricambiare se non lo stesso amore che ricevono dallo stesso alimento. Altro, null'altro si può esigere, sperare, sognare, perchè di null'altro possono ricambiare. Tutto è Grazia. Il figlio di Dio vive ogni rapporto così, da figlio dello stesso Padre. A questo siamo chiamati, oggi, ed ogni giorno, ad essere beati in una libertà che la carne non conosce.
 

Preghiera Semplice

Signore, fa di me
uno strumento della Tua Pace:

Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
Dove è errore, ch'io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.

Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.

Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

COMMENTO PATRISTICO AL VANGELO DEL GIORNO

 
 
IL SANTO DEL GIORNO
 
 
 
 
 
 
IL FATTO
 
La dittatura dei diritti l'eutanasia dei doveri COSA SI NASCONDE DIETRO I PACS? NULLA PIU' CHE UNA IPOCRISIA. CHE QUALCUNO VORREBBE VENISSE SANCITA E LEGITTIMATA DALLO STATO
 
 
 
 
 
 
 
 
CHIESA
 

Proposte del Sinodo per riscoprire la liturgia ed evitare omelie noiose   Il Sinodo sull’Eucaristia, una straordinaria esperienza di collegialità: intervista con mons. Roland Minnerath  La cronaca del Sinodo, giorno per giorno  Il testo completo delle propositiones   Sinodo sull'Eucarestia   IL SINODO E LA GENUFLESSIONE IN GINOCCHIO, RIVOLUZIONE SEMPLICE Comunidades cristianas que vivan la fe en profundidad

 

 

 
VERITATIS SPLENDOR
 
 
 
 
SOCIETA’
 
Il multiculturalismo non abita più qui UN ANNO DOPO L'OMICIDIO ISLAMISTA DEL REGISTA VAN GOGH, GIRO DI VITE ALLE POLITICHE MIGRATORIE IN OLANDA.
MA ACCANTO A PROVVEDIMENTI SENSATI SI FANNO STRADA SUGGESTIONI DA INTEGRALISMO LAICISTA

 

CULTURA

YVES CONGAR, LA COSCIENZA DEL CONCILIO    Voci armene      Rossi di sangue nero COSTRETTI AL SILENZIO DALLA RETORICA DELLA RESISTENZA, I FIGLI DEI VINTI FASCISTI POSSONO ORA FARE LUCE SULLE PAGINE BUIE DELLA STORIA POST 25 APRILE, GRAZIE ALL'ANTIFASCISTA GIAMPAOLO PANSA E AI SUOI 400 MILA LIBERI LETTORI.   SCIENZIATI E TEOLOGI SULL'INFINITO    Vestiario. M. Blondet

 
“Educare al senso morale” Relazione al ciclo di incontri organizzato dalle Maestre Pie dell'Addolorata tenuta da Mons. Carlo Caffarra* il 20 ottobre 2005
postato da: nanto alle ore 00:55 | link | commenti
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venerdì, 28 ottobre 2005

 
     
Medjugorje
Messaggio del 25 Ottobre 2005

Figlioli, credete, pregate e amate e Dio vi sarà vicino. Vi donerà tutte le grazie che da Lui cercate. Io sono per voi dono, poichè Dio mi permette di essere con voi di giorno in giorno e amare ognuno di voi con amore infinito. Perciò, figlioli, nella preghiera e nell’umiltà aprite i vostri cuori e siate testimoni della mia presenza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
 
 
 
  Lc 6,12-16

Avvenne che in quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. 
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.
 
 
 
    La nostra chiamata sorge dall'aurora di Pasqua. Gesù chiama i Dodici al termine di una lunga notte di preghiera. e li costituisce "apostoli". Apostoli deriva dal greco "apostello", che significa "persone inviate appositamente da un Altro". In ambiente ebraico vi era lo "schaliah", l'inviato, il procuratore nel quale era considerato presente colui che lo inviava. Nel Talmud si legge: " Lo "schaliah" di una persona è un altro se stesso". Gesù è l'Apostolo del Padre, l'incarnazione viva e reale qui ed oggi dell'amore infinito di Dio. Gesù è uscito dal segreto del Padre per entrare nella notte dei nostri peccati e della nostra morte. Nell'agone definitivo ha vinto il nostro egoismo. Cristo ci ha raggiunti e amati così, schiavi di essere sempre e solo apostoli di noi stessi. Nella nostra notte la Sua preghiera ci ha liberati e all'alba della risurrezione ci ha chiamati ad "essere Lui" per questa generazione. Famiglia, lavoro, studio, gioie e dolori, ogni momento è uno sguardo d'amore di Cristo, la Sua vittoria che scaturisce dalla nostra vita per la salvezza del mondo. Il nostro nome nel Suo Nome. Noi in Lui. Apostoli di Cristo.
 
« Ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli » Commento di San Cirillo Alessandrino
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CHIESA
 
COREA DEL SUD - Il programma pastorale di Mons. Augustine Cheong Myeng-cho, nuovo Presidente della Conferenza Episcopale di Corea
UCRAINA La fede di un popolo. Intervista con mons. Stanislav Padewski, vescovo di Kharkiv-Zaposirhia
 La potenza dell'Eucaristia
 

SPECIALE SINODO

Proposte del Sinodo per riscoprire la liturgia ed evitare omelie noiose   Il Sinodo sull’Eucaristia, una straordinaria esperienza di collegialità: intervista con mons. Roland Minnerath

La cronaca del Sinodo, giorno per giorno  Il testo completo delle propositiones   Sinodo sull'Eucarestia   IL SINODO E LA GENUFLESSIONE IN GINOCCHIO, RIVOLUZIONE SEMPLICE Comunidades cristianas que vivan la fe en profundidad

 
CARISMI


 
VERITATIS SPLENDOR
 
 
 
 
postato da: nanto alle ore 08:49 | link | commenti
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giovedì, 27 ottobre 2005

 
     
Medjugorje
Messaggio del 25 Ottobre 2005

Figlioli, credete, pregate e amate e Dio vi sarà vicino. Vi donerà tutte le grazie che da Lui cercate. Io sono per voi dono, poichè Dio mi permette di essere con voi di giorno in giorno e amare ognuno di voi con amore infinito. Perciò, figlioli, nella preghiera e nell’umiltà aprite i vostri cuori e siate testimoni della mia presenza. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
 
 
 
Lc 13, 31-35
Dal Vangelo secondo Luca


In quel giorno si avvicinarono alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose: «Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!
Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».
 
 
 
 
Qual'è Signore la "tua" strada? E'il cammino dell'urgenza, un tempo spalancato sul compimento. La via della Croce, un sentiero che punta diritto alla nostra vita. E' necessario quest'oggi, così come si presenterà. E' il cammino di Gesù. Verso di noi, ad afferrarci e a portarci con Lui. Si, c'è un cammino che il Signore percorre senza stancarsi, mosso dallo zelo infinito per le nostre anime. La Sua strada siamo noi, con le nostre esistenze spesso trascinate tra i dolori e le ansie di ogni giorno. Gerusalemme, la Croce. E' lì che deve andare. Anche oggi. Trafitto dalle nostre iniquità. I passi di Gesù son quelli di un agnello muto condotto al macello. I passi del Buon Pastore alla ricerca della pecora perduta, sola, incatenata dai propri peccati. I Suoi passi che ci cercano in un desiderio ardente di far pasqua con noi. Il Suo desiderio di amarci, di perdonarci. I Suoi passi cercano i nostri peccati. S. Girolamo si converte e per far penitenza dei suoi peccati rimane a Betlemme per ben 35 anni, in una spelonca accanto alla grotta della Natività, pregando, studiando e traducendo in latino la Bibbia. In una notte di Natale gli appare Gesù Bambino che gli chiede: "Non hai niente da darmi nel giorno della mia Nascita? Il Santo gli risponde: Ti do il mio cuore! – Va bene, ma desidero ancora qualche altra cosa. – Ti do le mie preghiere! Va bene; ma voglio qualche cosa di più, insisteva Gesù. – Non ho più niente, che vuoi che ti dia? – Dammi i tuoi peccati, o Girolamo, rispose Gesù Bambino, perché io possa avere la gioia di perdonarli ancora". Gerusalemme, il Golgota e il Sepolcro. La morte e la Risurrezione. Il peccato e il perdono. La schiavitù e la libertà. Anche oggi siamo noi la Gerusalemme del Signore. Il Mistero Pasquale rinnovato in quest'oggi che si schiude dinnanzi a noi. Afferrati dal Suo amore, incontrati dalla Sua misericordia nella nostra concreta esistenza, perdonati e rinnovati. Risuscitati con Lui. Per camminare anche noi, con Lui, in una vita nuova, sulle orme preparate dal Padre, le opere di vita eterna per le quali siamo nati. Il Suo cammino verso di noi è la nostra salvezza, l'incontro con il suo amore sino alla fine ci schiude il cammino incontro al mondo. La Sua Croce per strapparci a noi stessi, perchè possiamo vivere per Lui. E, in Lui, per ogni uomo. Salvati per salvare. La magnifica avventura della nostra vita.
  
 
 
 
 
 
 
 
 
SPECIALE SINODO
 

 
VERITATIS SPLENDOR
 
 
 
 
SOCIETA’
 
 
Educare al senso morale” Relazione al ciclo di incontri organizzato dalle Maestre Pie dell'Addolorata tenuta da Mons. Carlo Caffarra* il 20 ottobre 2005
postato da: nanto alle ore 10:35 | link | commenti
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